Linee bianche attraversano una superficie nera, come se qualcuno avesse scolpito la luce dall’oscurità con un coltello: è proprio ciò che ha fatto Matisse. Pasiphaë nasce nel 1944 come illustrazione in linoleografia per l’omonimo dramma di Henry de Montherlant, e la tecnica ribalta il processo del disegno: non è la linea ad essere tracciata, bensì è ciò che la circonda a rimanere. Una figura femminile si rannicchia su se stessa, la testa riposa inclinata sul braccio piegato, gli occhi chiusi sono solo due curve sottili, un bracciale un breve doppio tratto. Nessuna ombra, nessuna modellazione: il solo contorno trasmette il corpo, la postura e una tenerezza quasi sonnolenta. Matisse, all’epoca già settantenne e in condizioni di salute precarie, riduce qui tutto all’essenziale, ed è proprio questa riduzione a rendere la figura così presente. Il modello mitologico racchiude già di per sé abbastanza drammaticità, ma l’opera stessa irradia soprattutto serenità: una figura introversa, avvolta dal nero profondo come dalla notte.
L’opera è realizzata come fotografia FineArt su carta opaca, e questa carta si adatta al soggetto come poche altre: il nero appare vellutato e completamente privo di riflessi, mentre le linee bianche ne emergono con contorni netti. Chi si avvicina scopre nella superficie opaca una grana fine: essa conferisce alla stampa un aspetto grafico, quasi il carattere di un’opera grafica originale, e lo sguardo vi si sofferma davvero. Sul bordo inferiore il foglio termina con un bordo di carta fatto a mano strappato in modo irregolare; a sinistra di esso è presente una piccola numerazione dall’aspetto grafitato; senza passe-partout né vetro, la carta è appesa liberamente nella cornice, con il bordo visibile e una leggera ombra proiettata dietro di essa. La cornice è Ernesta, un profilo dall’aspetto ebano, la cui particolarità si nota solo di profilo: è nettamente più alta che larga, così che la cornice sporge dalla parete come una scatola piatta e conferisce al foglio una profondità tangibile. Gli incastri a mitra si chiudono con precisione, le venature scure scorrono vivaci lungo i lati e lo stretto bordo interno scende ripidamente verso la carta. Su una parete chiara, l’insieme appare come un oggetto realizzato in un unico pezzo: abbastanza sobrio per una camera da letto, abbastanza caratteristico per un corridoio dove si passa ogni giorno.