| Nato | 29 giugno 1861 (Montevideo) |
| Morto | 24 luglio 1938 (Montevideo) all'età di 77 anni |
| Nazionalità | Uruguay |
| Epoche | Impressionismo, American Impressionism |
| Professione | bildender Künstler, Rechtsanwalt, Journalist, Philosoph, Politiker, Schriftsteller, Maler, Zeichner, Erzieher, Pädagoge |
| Opere note | Dos negros, Fiesta en el rancho (1924), Paisaje, Pericón bajo los ombúes, Misa del encuentro |
| Musei | MNBA Buenos Aires, Los Angeles County Museum of Art (LACMA), Museum of Fine Arts, Houston |
Pedro Figari è spesso paragonato ad altri artisti latinoamericani come Diego Rivera e Tarsila do Amaral, perché ha reso un servizio eccezionale a una nuova fiducia in se stesso dell'arte moderna in America Latina. Per molto tempo non è stata in grado di emanciparsi dalla tradizione europea.
Ancor prima di studiare pittura, Figari realizzava schizzi ad acquerello e ad olio, ma è solo dopo una deviazione attraverso una fase fortemente italiana e accademica che ritrova la via del ritorno al suo stile ingenuo. Figari inizialmente ha studiato legge e, come avvocato specializzato in diritto penale e protezione civile, si è impegnato attivamente nella causa dei poveri. Con i suoi quadri ha voluto far amare ai suoi connazionali proprio quello che gli apparteneva in patria, anche senza grandi ricchezze finanziarie. I suoi dipinti mostrano quindi per lo più scene di vita tradizionale uruguaiana come il treno Bocia, la pampa o i ballerini del folklore locale che eseguono il candombe.
Figari visse in Francia per quasi dieci anni da giovane, poi si stabilì a Buenos Aires, divenne deputato in Uruguay, ministro degli Affari Esteri a Londra e tornò a Montevideo solo poco prima della sua morte. Figari ha sempre dipinto le immagini della sua patria a memoria. Le sue opere d'arte sono quindi meno una documentazione che una ricostruzione della vita e del paese dei gauchos. Senza voler riprodurre la precisione storica di una scena, Pedro Figari è riuscito così a ritrarre soprattutto l'energia emotiva del momento vissuto.
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| Nato | 29 giugno 1861 (Montevideo) |
| Morto | 24 luglio 1938 (Montevideo) all'età di 77 anni |
| Nazionalità | Uruguay |
| Epoche | Impressionismo, American Impressionism |
| Professione | bildender Künstler, Rechtsanwalt, Journalist, Philosoph, Politiker, Schriftsteller, Maler, Zeichner, Erzieher, Pädagoge |
| Opere note | Dos negros, Fiesta en el rancho (1924), Paisaje, Pericón bajo los ombúes, Misa del encuentro |
| Musei | MNBA Buenos Aires, Los Angeles County Museum of Art (LACMA), Museum of Fine Arts, Houston |
Pedro Figari è spesso paragonato ad altri artisti latinoamericani come Diego Rivera e Tarsila do Amaral, perché ha reso un servizio eccezionale a una nuova fiducia in se stesso dell'arte moderna in America Latina. Per molto tempo non è stata in grado di emanciparsi dalla tradizione europea.
Ancor prima di studiare pittura, Figari realizzava schizzi ad acquerello e ad olio, ma è solo dopo una deviazione attraverso una fase fortemente italiana e accademica che ritrova la via del ritorno al suo stile ingenuo. Figari inizialmente ha studiato legge e, come avvocato specializzato in diritto penale e protezione civile, si è impegnato attivamente nella causa dei poveri. Con i suoi quadri ha voluto far amare ai suoi connazionali proprio quello che gli apparteneva in patria, anche senza grandi ricchezze finanziarie. I suoi dipinti mostrano quindi per lo più scene di vita tradizionale uruguaiana come il treno Bocia, la pampa o i ballerini del folklore locale che eseguono il candombe.
Figari visse in Francia per quasi dieci anni da giovane, poi si stabilì a Buenos Aires, divenne deputato in Uruguay, ministro degli Affari Esteri a Londra e tornò a Montevideo solo poco prima della sua morte. Figari ha sempre dipinto le immagini della sua patria a memoria. Le sue opere d'arte sono quindi meno una documentazione che una ricostruzione della vita e del paese dei gauchos. Senza voler riprodurre la precisione storica di una scena, Pedro Figari è riuscito così a ritrarre soprattutto l'energia emotiva del momento vissuto.