A piedi nudi, i due corrono in mezzo alla tempesta, con un telo giallo dorato teso sopra le loro teste, che il vento gonfia come una vela. Lui la stringe con la mano sinistra intorno alla vita, lei tiene fermo il telo con il braccio alzato e volge lo sguardo indietro - proprio dove nel cielo scuro sta per squarciarsi un fulmine. La sua veste bianca è così sottile che, mentre corre, svolazza quasi trasparente; il suo corpo rimane per metà nell’ombra, solo la spalla e il braccio catturano la luce. Cot costruisce l’intero racconto su questo unico istante: la corsa contro la pioggia che ancora non cade. Il sentiero sotto i piedi nudi si illumina intensamente, come se il sole avesse trovato un’ultima finestra, mentre a sinistra i cespugli scivolano già nell’oscurità. Si percepisce letteralmente il movimento: la gamba piegata della giovane donna, i sassolini sollevati dal terreno, il velo che da un momento all’altro potrebbe volare via. E allo stesso tempo, sulla loro fuga aleggia qualcosa di giocoso, quasi un sorriso: i due non fuggono dal pericolo, fuggono insieme. È proprio questa ambiguità tra drammaticità e leggerezza ad aver reso famoso il quadro, e funziona sorprendentemente bene anche nel piccolo formato.
L’opera è realizzata come stampa su tela Leonardo, 33 x 50 cm, con finitura satinata - e questa superficie fa la differenza. Il cielo, che occupa ben due terzi della superficie, è di un nero profondo; su un materiale lucido diventerebbe uno specchio, su una carta opaca un buco nero. Lo strato satinato ne fa una terza cosa: conferisce al nero un leggero luccichio che si sposta mentre si passa davanti all’opera, senza mai diventare un riflesso troppo forte. Se ci si trova di fronte, lo sfondo rimane vellutato e compatto; se ci si sposta di lato, la luce diffusa fa emergere brevemente la tela dall’oscurità e lascia quasi respirare il cielo notturno. Il drappo giallo, invece, risplende di luce propria, come se avesse il monopolio dello splendore. La cornice Noemi incornicia la tela: una sottile modanatura dorata con ornamenti intrecciati sul bordo esterno e una patina scura sul profilo - getta un ponte verso l’epoca da cui proviene l’opera, senza sovrastare il piccolo formato. Mi ha sorpreso quanto diversamente la cornice e la superficie del quadro reagiscano alla stessa luce: l’ornamento lucido proietta scintille brillanti, mentre la tela proprio accanto a esso emana solo un bagliore tenue. Questo alternarsi tra un bagliore dorato e nitido e un luccichio notturno opaco riproduce sul bordo esattamente ciò che accade nel soggetto - e non è un risultato da poco per una cornice larga pochi centimetri.