Un bambino è inginocchiato sul pavimento nudo, con le mani giunte davanti al petto, e alza lo sguardo verso un bagliore che irrompe dall’oscurità in alto a sinistra : a Joshua Reynolds non serve altro per raccontare la vocazione del giovane Samuele, che di notte, nel tempio di Silo, sente una voce senza sapere ancora chi lo stia chiamando. La lunga camicia bianca, i riccioli rossicci, le guance arrossate e la bocca socchiusa sono l’unica cosa che spicca sullo sfondo marrone-nero, ed è proprio questa essenzialità a creare la tensione della scena tra la vulnerabilità infantile e un evento più grande del piccolo corpo. Reynolds, primo presidente della Royal Academy dal 1768, dipinge più volte questo soggetto nel 1777; questa versione è oggi esposta al Musée Fabre di Montpellier. È devozione senza pathos.
Con le sue dimensioni di 20 x 25 cm, il dipinto diventa un piccolo oggetto che, appeso alla parete bianca, sembra quasi un elemento di una preghiera domestica. La cornice decorativa Tara ha un profilo ampio rispetto all’immagine, tanto che in termini di superficie eguaglia quasi il soggetto - eppure non risalta quasi per nulla, poiché il suo bianco sporco riprende la stessa tonalità della camicia di Samuele. Sul bordo inferiore dell’immagine, il lino della camicia si congiunge con il bordo di perline, ed entrambi rimangono nella stessa gamma cromatica; in questo punto mi sono soffermato più a lungo che sul volto del ragazzo. Il bordo di perline corre come una fila di piccole semisfere all’interno del quadro, all’esterno una striscia dorata sottilissima delinea il profilo, ed entrambe insieme portano nel legno massello quel tanto di luce che basta a staccarlo dalla parete, senza intaccare l’oscurità del dipinto. Da una distanza di due metri l’insieme appare come un’isola di luce nel bianco; solo da vicino entra in scena il ragazzo. Chi cerca un quadro grande e appariscente, qui è nel posto sbagliato - per tutti gli altri ne vale la pena.
È sorprendente che un formato così piccolo non inghiottisca l’oscurità, ma la comprima - e questo si addice a un pittore che nel 1777 era all’apice della sua fama e che qui, nonostante tutto, preferisce esprimersi con discrezione piuttosto che con grandiosità.