Un bordo largo circa tre centimetri fa risaltare l’ara sullo sfondo chiaro e conferisce alla rivista zoologica quella serenità che ricorda una classica illustrazione di storia naturale. La linea visiva segue il ramo da sinistra fino alla testa dell’uccello; da lì la lunga coda scende quasi verticalmente verso il basso. Un blu intenso ricopre il dorso, le ali e la sommità della testa, mentre il giallo attraversa il petto e le penne della coda. In mezzo, il becco nero e la parte del viso delineata aggiungono chiari accenti. Foglie e rami rimangono in alcuni punti solo accennati, cosicché l’uccello, nonostante i suoi colori vivaci, non straripa dall’ordine oggettivo. Trovo particolarmente bello quanto presenza acquisisca solo grazie al colore e alla postura: il corpo si inclina in avanti, gli artigli si stringono attorno al ramo, lo sguardo è vigile e rivolto di lato. Edward Lear, artista e scrittore britannico del XIX secolo, nei suoi studi sugli uccelli unisce un’attenta osservazione della natura a un tangibile interesse per il singolo animale. Anche in questo caso la rappresentazione rimane precisa, senza mai diventare fredda.
Una volta appeso, si nota quanto il formato verticale stretto di 26 x 41 centimetri si adatti bene alla coda e alla postura del corpo. Leonardo, la tela satinata, rende le linee nitide e fa risaltare il blu e il giallo in tutta la loro intensità; tesa sul telaio a cuneo, la composizione prosegue con i bordi dell’immagine riflessi ai lati. Nessun passe-partout né vetro separa l’immagine dall’ambiente circostante: al contrario, il bordo chiaro all’interno della superficie pittorica fa da tramite con la cornice Sinead in impiallacciatura di rovere. È proprio questo rapporto cromatico a determinare in larga misura la realizzazione dell’opera: il marrone chiaro del legno si avvicina alle tonalità del ramo, senza però fondersi con esse. In questo modo, attorno al foglio si delinea un secondo contorno, leggermente più caldo. In contrasto con il blu intenso, il marrone del rovere appare quasi tenue; accanto al giallo appare decisamente più vivace. Il mio sguardo si sofferma sul lato sinistro dell’immagine: lì compaiono in successione la cornice marrone, il bordo grigio-beige e le sottili penne gialle della coda. Questa sfumatura impedisce che i colori intensi si interrompano bruscamente sulla parete.
La calma oggettiva dello studio ornitologico rimane intatta, ma l’ara possiede una forza cromatica sufficiente a dominare immediatamente lo spazio. Il contrasto tra il blu-giallo brillante e il tranquillo marrone quercia mi sembra dosato proprio nel modo giusto.