Una donna con un abito rosso brillante è seduta con le spalle rivolte allo spettatore su una sedia pieghevole verde e sta leggendo, mentre dietro di lei alcuni bagnanti stanno in piedi nell’acqua bassa. Nessun ritratto, nessun gesto solenne: solo un momento intimo a bordo piscina, immortalato da John Lavery nel 1936. È proprio quel rosso intenso a rendere la scena avvincente: nell’ambiente altrimenti luminoso, caratterizzato da tonalità di grigio e lilla, lo sguardo è immediatamente attratto dalla lettrice, il cui volto rimane nascosto. La mano poggia sul cappello rosso, l’abito ricade in ampie pieghe sulla sedia e le bagnanti sullo sfondo si dissolvono in macchie di colore estive. Lavery, irlandese di nascita e uno dei ritrattisti più richiesti del suo tempo, qui osserva meno la piscina che la luce che la illumina: l’acqua e il bordo chiaro della vasca costituiscono solo il tranquillo palcoscenico per questa figura concentrata, quasi isolata. Persino la firma in basso a destra rimane chiaramente leggibile nella riproduzione.
Con le sue dimensioni di 30 x 37 cm, quest’opera è un vero e proprio capolavoro da salotto, ma appesa alla parete risulta più imponente di quanto le dimensioni lascino supporre. Ciò è dovuto alla cornice: «Delfina», un profilo in vero legno marrone scuro largo quasi cinque centimetri, avvolge il piccolo formato come una corona intagliata, conferendogli peso. Avvicinandosi, si nota la modanatura a perline sul bordo interno e i punti in cui la finitura scura si incrina, lasciando intravedere una tonalità rossastra del legno : agli angoli queste tracce si accumulano, come se la cornice stessa avesse già alle spalle decenni di vita. Proprio questa sensazione di antico in piccolo si adatta alla scena del 1936. La tela satinata Leonardo riproduce il rosso dell’abito in modo denso e intenso, senza riflessi; senza vetro né passe-partout, il quadro è incastonato direttamente nella cornice scura. Così è appeso alla parete chiara come un singolo punto di colore: ci si passa davanti e il rosso ti richiama indietro.
Da due metri di distanza spicca soprattutto questo contrasto: il legno pesante e scuro all’esterno, all’interno il bacino luminoso e estivo e, proprio al centro, la lettrice, che di tutto ciò non si accorge.